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Lavori in corso al V municipio: saranno anche di corsa? PDF Stampa E-mail

Dagli ultimi mesi del 2009, il V Municipio e in particolare la zona di Ponte Mammolo basso, da via Rivisondoli, la metro Rebibbia, a via Casal dei Pazzi, è un vulcanico cantiere a cielo aperto. In principio è stato recintato lo squallido e oscuro Parco Kolbe, dietro la Metro B Rebibbia, adiacente via Casal dei Pazzi; sono stati esposti grandi cartelli pubblicitari che presentavano il volto futuro del becero lembo di terra su cui nessuno aveva mai investito tanto, se non i ragazzi che giocavano a calcio nella scuola sportiva calcio Kolbe. La scuola di calcio è stata chiusa e il campo distrutto. Sulle ceneri di questo ‘quasi niente’ dovrebbe sorgere un immenso e variegato centro polifunzionale sportivo-ricreativo con bar, spazi verdi, piscine, palestre…

Sarebbe un’eccezione che potrebbe rivalutare l’intero quartiere ormai da anni affetto da un degrado che avanza a passi da gigante, appesantito dal menefreghismo egoistico delle istituzioni e dalla stagnante situazione socio-economica dei negozi locali. Da inizio 2010 invece è stato aperto il cantiere per l’espansione del parcheggio di scambio della metro Rebibbia, con gli inevitabili disagi derivanti da spostamenti, polvere e riduzione di posti disponibili. La struttura ancora in progress, ma in via di completamento è a due piani sovrapposti e potrebbe risolvere e dirimere almeno in parte il problema del posteggio per i pendolari che convergono fin da Tivoli, via Tiburtina, San Basilio e dintorni.

Le novità non vengono mai da sole, si dice, strano che queste in apparenza siano positive. Dopo anni di putrido laissez-faire ottuso, infatti, anche lo scheletro di amianto della ex scuola incendiata dai genitori infuriati per il materiale cancerogeno in cui studiavano i loro figli, è stato abbattuto e si costruirà sopra un ‘bello e superbo’ complesso residenziale popolare. Speriamo che i futuri residenti siano persone affidabili e sane di mente, vista la vicinanza con la scuola media (di fronte) e quella elementare (a pochi passi). Per ultimo, ma non per importanza, del fulgido complesso Gerini che comprendeva teatro, campi di calcio, una chiesa, una scuola professionale, una palestra, è rimasto in piedi solo il teatro, peraltro grande e unico nel panorama romano, salvaguardato a fatica dai Beni Culturali. Il resto è stato ribaltato e sotterrato da una ditta non romana che ha l’appalto per la costruzione di un mega centro commerciale che si estenderà da via Tiburtina, a due passi dal carcere, alle rive inquinate dell’Aniene.

 

Francesco Noè

www.worldofcom.tk

 

22 luglio 2010

 

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